Ai suoi esordi negli anni Sessanta, il maestro Sergio Leoni, si era ispirato alle “Stube” nordiche, impreziosendole attraverso il suo tratto elegante e gentile. Oggi, il compito di reinterpretare le stufe consiste nel creare prodotti per ambienti contemporanei, moderni ed essenziali ma che possono tuttavia adattarsi a qualsiasi ambiente.![]()
Stai valutando una stufa ideale per 𝗶 𝗽𝗶𝗰𝗰𝗼𝗹𝗶 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶 𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗲 𝗮𝗯𝗶𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗯𝗲𝗻 𝗶𝘀𝗼𝗹𝗮𝘁𝗲? 𝗥𝗘𝗚𝗜𝗡𝗔 è una stufa a pellet stagna, caratterizzata da un rivestimento in ceramica artigianale e da una potenza ridotta. Lo scarico fumi può essere sul retro o superiore. Regina si gestisce da un 𝗽𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗼 𝗽𝗮𝗻𝗻𝗲𝗹𝗹𝗼, montato sotto il coperchio, ma è incluso di serie anche un kit Wi-Fi, che permette di comandare la stufa fuori casa attraverso il proprio smartphone. ● Tutte le stufe a pellet e camini MCZ Group by Sergio Leoni, inoltre, rientrano nelle agevolazioni fiscali e negli incentivi per il risparmio energetico e le energie rinnovabili e acquistarle diventa ancora più conveniente.Da Basile Ceramiche potrai approfittare: ◼︎ SCONTO IN FATTURA DEL 50% ◼︎ 50% IN 10 COMODE RATE A TASSO ZERO convenzione Compass (noi ci occupiamo di gestire -> PRATICA ENEA, PRATICA AGENZIA DELLE ENTRATE, COLLAUDO, INSTALLAZIONE E TRASPORTO)
Ai suoi esordi negli anni Sessanta, il maestro Sergio Leoni, si era ispirato alle “Stube” nordiche, impreziosendole attraverso il suo tratto elegante e gentile. Oggi, il compito di reinterpretare le stufe consiste nel creare prodotti per ambienti contemporanei, moderni ed essenziali ma che possono tuttavia adattarsi a qualsiasi ambiente.![]()
Stai valutando una stufa ideale per 𝗰𝗼𝗿𝗿𝗶𝗱𝗼𝗶 𝗲 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶 𝗿𝗶𝘀𝘁𝗿𝗲𝘁𝘁𝗶? 𝗠𝗔𝗥𝗜𝗔 𝗖𝗢𝗦𝗧𝗔𝗡𝗭𝗔 è una stufa stagna ventilata dalla profondità ridotta (meno di 28 cm). Lo scarico fumi può essere sul retro o superiore, per ridurre ancora di più l’ingombro complessivo.Maria Costanza si gestisce da un 𝗽𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗼 𝗽𝗮𝗻𝗻𝗲𝗹𝗹𝗼, montato sotto il coperchio, ma è incluso di serie anche un kit Wi-Fi, che permette di comandare la stufa fuori casa attraverso il proprio smartphone.● Tutte le stufe a pellet e camini MCZ Group by Sergio Leoni, inoltre, rientrano nelle agevolazioni fiscali e negli incentivi per il risparmio energetico e le energie rinnovabili e acquistarle diventa ancora più conveniente.Da Basile Ceramiche potrai approfittare: ◼︎ SCONTO IN FATTURA DEL 50% ◼︎ 50% IN 10 COMODE RATE A TASSO ZERO convenzione Compass (noi ci occupiamo di gestire -> PRATICA ENEA, PRATICA AGENZIA DELLE ENTRATE, COLLAUDO, INSTALLAZIONE E TRASPORTO)
e vasche da bagno e le docce in acciaio smaltato Kaldewei coniugano design e funzionalità, confermandosi soluzioni perfette per ogni spazio.
Le dimensioni medie dei bagni non arrivano a 8 metri quadrati, spesso ulteriormente ridotte da piccole nicchie o sporgenze. Spazi così piccoli richiedono una progettazione attenta, studiata fin nei minimi dettagli, e soluzioni intelligenti. Le vasche da bagno ed i piatti doccia a filo pavimento di Kaldewei sono disponibili in molte diverse forme e dimensioni, risultando perfetti anche nelle stanze da bagno più piccole, grazie alla flessibilità di collocazione e ad un design di alta qualità. Risultato: eleganza e comfort anche nei bagni più piccoli.

Per le docce nelle stanze da bagno piccole si consiglia di installare un piatto doccia a filo pavimento. Il passaggio senza interruzioni dal pavimento all’area umida apre l’ambiente e consente, anche in caso di carenza di spazio, una sufficiente libertà di movimento. In confronto ai comuni piatti doccia con un bordo alto, un piatto in acciaio smaltato collocato a livello del pavimento è più accessibile, offre un comfort maggiore e convince, anche e soprattutto, dal punto di vista estetico.

I modelli delle vasche da bagno di Kaldewei comprendono molti diversi formati, a partire dai 150 x 70 cm, e soddisfano quindi anche le esigenze degli ambienti più piccoli. Un’ampia gamma di prodotti permette la massima flessibilità nell’allestimento degli spazi. Un’esperienza speciale è garantita da Duo Pool di Kaldewei: con una speciale profondità di 50,5 cm ed una lunghezza di soli 1,50 m, offre tutto il piacere del bagno ed è concepita proprio per le esigenze dei bagni piccoli. Un’estetica contemporanea caratterizza le vasche da bagno dalle linee essenziali come Cayono e Puro Duo, anch’esse in acciaio smaltato Kaldewei.

Prodotti con materie prime pregiate, le vasche da bagno e i piatti doccia in acciaio smaltato Kaldewei da 3,5 mm coniugano qualità, eccellenza, design e facilità di pulizia. Le vasche da bagno e i piatti doccia dalle proporzioni comode ed equilibrate invitano a godersi il massimo del relax.
Kaldewei, grazie all’ampia gamma dei suoi prodotti, si è vista riconoscere un centinaio di premi per il design, che rappresentano un’ulteriore referenza per chi vuole ottenere grandi risultati anche nei bagni piccoli.
Fonte: https://blog.bagnoitaliano.it
Il tubo da fumo è, insieme al raccordo fumi, ciò che costituisce la canna fumaria della tua casa. Il raccordo fumi, chiamato anche canale di fumo, è il collegamento tra la stufa e il tubo, e può avere un andamento decisamente irregolare. Il tubo da fumo, invece, è il tubo coibentato che passa attraverso il tetto e arriva fino al comignolo.
Scegliere la giusta canna fumaria significa garantire il perfetto funzionamento della propria stufa, per un tiraggio impeccabile, nessun ritorno di fumo e un vetro davvero splendente. Sono due gli scenari in cui ti troverai a dover prendere questa importante decisione:
- durante la costruzione della tua casa;
- in occasione di una ristrutturazione.
La realizzazione di un nuovo impianto fumario è un lavoro complesso, che cambia da abitazione ad abitazione: la lunghezza, le pendenze e le curve del nuovo condotto dipenderanno dalla configurazione della casa. In generale, è necessario creare una struttura per l’inserimento del canale di fumo, realizzando un foro sulla parete. Ecco perché quando si costruisce una casa ex novo è più “facile” determinare l’andamento dell’impianto, dato che può essere integrato nel progetto complessivo.
Durante la ristrutturazione di una casa con una canna fumaria già esistente, invece, il discorso cambia notevolmente. La prima cosa da fare è rivolgersi a un tecnico fumista. Egli si occuperà di verificare che la normativa sulle canne fumarie venga rispettata e che non ci siano danni od ostruzioni che potrebbero compromettere il funzionamento della stufa. Nel caso in cui il vecchio impianto risulti obsoleto, sarà necessario procedere all’intubamento della canna fumaria con un rivestimento interno più resistente dal punto di vista termico. In qualsiasi caso, la lunghezza della canna fumaria sarà inevitabilmente quella dell’impianto preesistente.
Non abbiamo ancora risposta alla domanda “quanto deve essere lunga la canna fumaria di una stufa a pellet?”. Rimediamo subito: qui di seguito troverai alcune misure generiche che dovrebbe seguire un impianto fumario funzionante.
La canna fumaria di una stufa a pellet
È consigliabile che il percorso della canna fumaria sia il più breve e lineare possibile, così da ottimizzare la quantità di calore prodotto dalla stufa.
Ecco alcune direttive di massima da seguire per:
- l’andamento del raccordo fumi;
- la lunghezza minima del raccordo;
- la lunghezza massima del raccordo;
- il diametro del tubo di fumo.
L’andamento del raccordo fumi
L’andamento del raccordo fumi di una stufa a pellet non dovrebbe quasi mai essere orizzontale, per non rallentare il tiraggio ed evitare la formazione di accumuli di cenere. Per questo sono sconsigliate più di tre curve a 90°.
La lunghezza minima del raccordo
Verticalmente, la lunghezza minima consentita a un canale di fumo è di 1,5 metri.
La lunghezza massima
La lunghezza massima del raccordo, invece, può variare a seconda che:
- sia prevista una sola curva a 90°: in questi caso il canale può arrivare a misurare anche 6 metri;
- siano previste due o tre curve: in questo caso la lunghezza massima si riduce a 4 metri.
Il diametro del tubo da fumo della canna fumaria
Rispetto allo scarico dei fumi a legna, il diametro del tubo di una stufa alimentata a pellet è decisamente più piccolo: parliamo di 8/10 cm contro i 25/30 cm della stufa o del camino a legna!
Stufe e caldaie a pellet hanno ormai raggiunto le case di milioni di italiani. Tutti conoscono la natura ecologica ed economica di questi impianti e ogni giorno nascono siti di informazione e blog pronti a compensare consigli di ogni sorta.
Ma questo non è un buon motivo per pensare di poter installare questi apparecchi da sol*.
L’installazione di una stufa a pellet è un’operazione complessa e potenzialmente pericolosa. Ecco perché è necessario affidarsi alle mani esperte di un professionista.
La sicurezza è, senza dubbio, il primo elemento da prendere in considerazione: un impianto di riscaldamento alimentato a pellet, infatti, genera fiamme e questo è già un ottimo motivo per non cimentarsi in un’installazione fai-da-te potenzialmente fallace. Ma non è l’unico. Installare correttamente la propria stufa è la condizione necessaria per ottenere agevolazioni fiscali. Per accedere al Conto Termico, per esempio, bisogna presentare un certificato di conformità dell’impianto alla regola dell’arte, che attesti che sono state rispettate tutte le norme relative agli impianti a legna o a pellet e che solo un tecnico professionista può rilasciare.
Il tecnico della stufa a pellet
Il tecnico della stufa a pellet è quella figura professionale esperta nella scelta, nella posa in opera e nella manutenzione degli impianti alimentati a legna e pellet:
- potrà indicarti dove è meglio installare la stufa nella tua casa, la potenza necessaria e la tipologia (ad aria o idro);
- ti sarà d’aiuto nel comprendere come pulire quotidianamente il tuo apparecchio (mentre lui o un altro tecnico si occuperanno della manutenzione straordinaria, una volta l’anno);
- effettuerà la prima accensione, quella più importante, per verificare che l’installazione sia avvenuta correttamente;
- con l’aiuto di un tecnico fumista, sarà in grado di valutare se lo scarico fumi è idoneo o se, invece, sia necessario installarne uno nuovo.
A proposito di scarico fumi…
La stufa a pellet senza canna fumaria? Una leggenda
Da un punto di vista tecnico, le stufe a pellet senza un condotto di scarico fumi non esistono. Quando il pellet brucia, i fumi di combustione raggiungono temperature fino ai 300° e devono essere espulsi e dispersi. Come se non bastasse, le stufe a pellet funzionano solo con l’elettricità. Quindi, in caso di black out o improvvise interruzioni di energia, potrebbero emettere fumo fuori dallo sportello, che deve essere portato necessariamente all’esterno.
Perciò, se senti parlare di stufe a pellet senza canna fumaria, approfondisci. Probabilmente stai leggendo l’annuncio per una stufa con tubo di scarico da 8 cm (ne abbiamo parlato proprio qui, se l’argomento ti interessa).
Tuttavia, c’è qualcosa che dovresti proprio sapere sulle canne fumarie. Ci riferiamo alla normativa che le regola, la UNI 10683: dal 2012 i fumi di combustione possono essere espulsi solo a tetto (mentre una volta era possibile anche a parete). Il mancato rispetto della norma implica multe salatissime. E questo è un altro valido motivo per rivolgersi a un tecnico specializzato.
L’installazione della canna fumaria di una stufa a pellet
Se la tua casa non ne è già provvista, sarà necessario creare una canna fumaria ex novo. Sia chiaro, questa attività non è compresa nell’installazione “standard” di una stufa a pellet, ma crediamo sia utile parlarne. D’altronde, niente canna fumaria, niente stufa a pellet.
La costruzione di un nuovo scarico fumi è un lavoro complesso, che cambia da abitazione ad abitazione: la lunghezza, le pendenze e le curve del nuovo condotto, infatti, dipenderanno dalla configurazione della casa. In generale, sarà necessario creare una struttura per l’inserimento dei tubi, realizzando un foro nella parete.
I momenti migliori per questi tipo di lavoro sono due:
- quando stai ristrutturando;
- quando stai costruendo.
Il controllo dei vecchi condotti per lo scarico dei fumi
Se, invece, possiedi un’abitazione in cui esiste già un camino o una canna fumaria, la prima cosa da fare è controllarne l’efficienza. Anche questa attività non rientra nell’installazione “standard” di una stufa.
Per questo ti consigliamo di non limitarti al solo parere del tecnico di stufe a pellet ma di rivolgerti a un tecnico fumista. Utilizzando strumenti tecnologici specifici, sarà proprio lui a verificare che non ci siano elementi deteriorati od ostruzioni che potrebbero compromettere il corretto funzionamento dell’impianto.
Quanto costa l’installazione di una stufa a pellet?
Il montaggio di una stufa a pellet prevede il rispetto di norme nazionali, create per tutelare la sicurezza della tua casa e assicurare il corretto funzionamento dell’apparecchio.
I prezzi possono variare a seconda del tecnico o dell’azienda a cui ci si rivolge:
- dai 300€ ai 400€ per stufe a pellet ad aria;
- dai 400€ ai 600€ per stufe a pellet idro;
- dai 30€ per la canna fumaria;
- dai 40€ ai 60€ per la manutenzione e la pulizia della camera di combustione.
Vuoi saperne di più? Allora leggi il nostro articolo “Installazione stufa a pellet: i costi”!
5 motivi per far installare la tua stufa a pellet da un tecnico specializzato
Chi si occupa dell’installazione delle stufe non è solamente un professionista che ci sa fare con gli impianti a pellet. L’esperienza non basta. Il tecnico, infatti, deve essere in possesso di un’abilitazione specifica, secondo la lettera C del Decreto Ministeriale 37/2008.
Se questo non ti bastasse, e se ti stessi ancora chiedendo cosa mai faccia un tecnico di tanto speciale per meritarsi tutta questa fiducia, eccoti accontentat*:
- rispetterà attentamente le norme vigenti;
- seguirà le indicazioni del produttore (ogni brand di stufe ha le sue peculiarità);
- collauderà l’impianto e lo metterà in sicurezza;
- regalerà consigli preziosi sulla manutenzione ordinaria e sul funzionamento tecnico dell’apparecchio;
- ti consegnerà la certificazione essenziale per ottenere le agevolazioni fiscali.
fonte: stufeapelletitalia.com
Bonus stufe a pellet 2021
Hai capito bene: anche quest’anno, se acquisti una stufa a pellet hai diritto a detrazioni fiscali oppure a uno sconto immediato in fattura. Nello specifico, parliamo di tre agevolazioni:
- Bonus Ristrutturazione 50%, quando decidi di installare la stufa durante lavori di ristrutturazione della tua abitazione;
- Ecobonus 65%, nel caso in cui la stufa vada a migliorare l’efficienza energetica della casa;
- novità 110%, che coinvolgono nel lavori previsti dal Superbonus 110% anche le spese di acquisto e installazione di una stufa a pellet.
Scopriamole nel dettaglio.
Bonus stufe a pellet 2021: Bonus Ristrutturazione 50%
Se stai ristrutturando la tua casa e stai pensando di comprare una stufa a pellet il nostro consiglio è uno: FALLO. La norma ti permette di beneficiare del 50% di detrazione fiscale fino a un importo massimo di 96.000 €, dal 1° gennaio 2021 fino al 31 dicembre 2021.
L’acquisto della stufa e il benestare degli uffici del comune per l’avvio dei lavori devono essere effettuate durante il periodo dei lavori di ristrutturazione.
Nello specifico, la detrazione è concessa nei casi di:
- manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia di appartamenti;
- lavori di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione di case singole.
Bonus stufe a pellet 2021: Ecobonus 65%
Se, invece, vuoi acquistare una stufa a pellet allo scopo di migliorare l’efficienza energetica del tuo immobile, puoi godere dell’ecobonus 65%.
In questo caso, devono essere rispettati i seguenti parametri:
- il rendimento utile, in riferimento alla potenza nominale della stufa, dovrà essere pari ad almeno l’85%, secondo la classe 3 della norma europea EN 303-5;
- dovrai rispettare il limite delle emissioni secondo il DL 152/2006;
- sel tua casa appartiene alle zone climatiche C, D, E, F, dovrai rispettare i limiti di trasmittanza termica secondo il DL 192/2005.
La spesa massima detraibile di cui potrai godere è di 30.000 €, consistente in una detrazione Irpef suddivisa in 10 quote annuali per i lavori effettuati e pagati nell’anno solare 2021.
Tieni a mente che l’Ecobonus 65% non è cumulabile con il Bonus Ristrutturazione 50%.
Bonus stufe a pellet 2021: novità 110%
Il Superbonus 110% fa parte degli aiuti statali per imprese e famiglie previsti dal Decreto Rilancio del 2020 e consiste nella detrazione del 110% su tutti i lavori di ristrutturazione e riqualificazione effettuati allo scopo di migliorare l’efficienza energetica di case e condomini.
La norma è in vigore dal 1° luglio 2020 fino al 31 dicembre 2021 e ti permette di scegliere tra:
- cessione del credito alla banca;
- sconto in fattura alla ditta che si occuperà dei lavori, senza, di fatto, pagare alcuna spesa.
La grande novità, dovuta principalmente all’emergenza da Covid 19, è che potrai far rientrare in questa speciale agevolazione anche l’acquisto e l’installazione di una stufa a pellet, a patto che avvengano in contemporanea con i lavori di riqualificazione energetica sulla tua casa.
I documenti da presentare per il bonus stufe a pellet 2021
A questo punto, ti interesserà sapere quali step seguire e quali documenti dover presentare per accedere ai bonus. Eccoli qui:
- prepara il certificato di conformità, rilasciato da un tecnico specializzato in occasione dell’installazione della stufa;
- compila il bonifico parlante, in cui dovrai indicare la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione, il numero di partita Iva o il c.f. del soggetto a favore di cui si effettua il pagamento;
- invia i dettagli dell’intervento all’ENEA entro 90 giorni dalla data di fine lavori;
- condividi tutta la documentazione della stufa a pellet con il CAF o il tuo commercialista e, in qualsiasi caso, conservala per gli eventuali controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Tra le ultime tendenze in fatto di arredamento per il bagno, l’idea di utilizzare le piante per dare un tocco green è tra le più apprezzate. Un po’ di verde e i fiori colorati ci permettono di rendere il bagno più accogliente e mettere in risalto gli arredi e i sanitari.
Quali sono le specie più resistenti e profumate ideali per questo ambiente della casa? Continua a leggere!
Benessere e relax in bagno
Progettare un bagno in ogni minimo dettaglio può rivelarsi piuttosto complesso. Anche se ci sono tanti aspetti da tenere in considerazione non dobbiamo perderci d’animo, la parte divertente ha inizio quando arriva il momento di scegliere le decorazioni per dare un tocco personalizzato alla stanza.
Le piante per il bagno sono uno degli elementi indispensabili per ricreare un ambiente completo, bello e rilassante. Se da una parte arredano, dall’altra parte ci permettono di purificare l’ambiente in modo naturale. Come fare a scegliere i modelli più adatti?
Inoltre, occorre individuare i punti della stanza in cui vuoi posizionare le tue piantine. Potresti posizionarle ad esempio a bordo della vasca da bagno con dei piccoli cestini, oppure puoi appenderle al muro o sotto le finestre. Alcune piante sono perfette se inserite sulle superfici del lavandino o del mobile insieme ad altri dettagli che rendono l’arredo ancora più originale.
Per individuare le piante da tenere in bagno per prima cosa devi considerare l’esposizione della stanza, la temperatura al suo interno, la quantità di luce e di umidità. Questi aspetti sono importanti per scegliere la pianta più adatta alla tua stanza. Ad esempio, la felce ha bisogno di poca luce mentre la campanula richiede molta luce e basse temperature, l’aloe invece ha bisogno di temperature alte.

Da cosa iniziare?
Prima di pensare alle piante e a dove posizionarle, concentrati su altri complementi d’arredo come gli specchi e le luci. Questi elementi rendono la stanza più grande e definiscono il mood complessivo del bagno. In base allo stile scelto, potrai individuare i complementi più adatti: uno specchio grande e lineare per uno stile minimal, dei faretti per illuminare per uno stile moderno e così via.

Piante profumate per il bagno
Iniziamo da alcune tipologie di piante per il bagno profumate che oltre a dare colore e luminosità possono aiutarti anche a combattere i cattivi odori. Tra le piante più adatte, soprattutto nel caso di un bagno di piccole dimensioni, troviamo:
- le orchidee, in particolare la Phalaenopsis
- la violetta
- la Begonia
- la Monstera Deliciosa
- la Calathea
Se il tuo bagno è di grandi dimensioni puoi anche optare per la Kenzia e il Ficus Benjamin, entrambe ideali sia in un bagno classico e sia in uno contemporaneo.
Piante in un bagno con poca luce
Se il tuo bagno non ha un’esposizione favorevole occorre scegliere una pianta che non richieda molta luce. Un bagno cieco o dove non sono presenti finestre può essere arricchito con mazzi di fiori colorati da rinnovare ogni giorno per mantenere profumato l’ambiente. Un’altra soluzione sono le piante grasse, che richiedono poca luce, poche cure e poca acqua. Le piante grasse sopravvivono grazie all’umidità presente nel bagno.
In queste condizioni sono perfetti anche i bonsai, ideali per ricreare l’idea di relax e benessere.
Piante che assorbono l’umidità del bagno
L’umidità in bagno è un problema comune e, al contrario di quanto si possa pensare, alcuni tipi di piante possono aiutarci a combatterla. Tra quelle più indicate troviamo la Begonia Rex, oltre a essere colorata e profumata, è perfetta per assorbire l’umidità in bagno, anche in caso di luce bassa o indiretta.
Un’altra pianta perfetta gli ambienti umidi è l’Aglaonema, sopravvive con pochissima acqua e una luce bassa o indiretta, ma non sopporta le correnti d’aria e le basse temperature.
Infine, le felci sono capaci di gestire gli sbalzi di temperatura e l’umidità, sono profumate e hanno bisogno di luce. Se il tuo bagno rispetta questi requisiti puoi scegliere la felce per arredare il tuo bagno.
Hai trovate le piante giuste per rendere lo stile del tuo bagno perfetto? Ora non ti resta che passare all’azione, liberare la fantasia e iniziare a decorare il tuo bagno!
Fonte: Bagnolandia.it
Esiste una domanda molto difficile a cui nessuno (o quasi) riesce a dare una risposta: ma se la parola bidet è francese, perché in Francia non lo usano?
Tra i sanitari, il bidet è il più amato dagli italiani, ma la nostra popolazione è una delle poche ad usarlo, mentre in Francia è addirittura inesistente.
In Italia avere il bidet in bagno è obbligatorio per legge, invece in Francia, a partire dagli anni ’70, per questioni economiche e di spazio, è possibile non inserirlo. Da 40 anni circa i bidet in Francia sono praticamente spariti, mentre nel nostro Paese non possiamo proprio immaginare i bagni senza questi essenziali sanitari.
Ecco tutta la verità, la storia del bidet e il suo declino tra i francesi: lo hanno inventato ma non lo usano. Scopriamo il perché!
La storia del bidet
Come suggerisce la parola, il bidet è stato inventato proprio in Francia nel 1600. La parola bidet significa “pony” poiché è piccolo e per usarlo è necessario mettersi a cavalcioni.
Il suo inventore si chiamava Christophe de Rosiers che lo introdusse tra le famiglie nobili francesi e a Versailles, la reggia ne conteneva più di 100 nelle diverse stanze. Tuttavia, questa invenzione non ebbe tanto successo tra gli aristocratici: si pensava portasse malattie, così i bidet si eliminarono presto sia da Versailles sia dalle case della nobiltà, si lasciarono solo all’interno delle case chiuse e da quel momento assunsero un significato ambiguo e negativo.
L’arrivo del bidet in Italia
Un antico esemplare di bidet, arrivato dalla Francia, si trova ancora oggi nel nostro Paese, esattamente alla Reggia di Caserta. Nel 1700 la regina di Napoli, Maria Carolina d’Asburgo, decise di posizionarlo nella sua camera da letto nonostante in Francia fosse già considerato un oggetto con una reputazione negativa.
In quel periodo il bidet in Italia era ancora sconosciuto, infatti nel 1800 durante un inventario dentro la Reggia di Caserta, i funzionari descrissero il bidet come “un oggetto di uso sconosciuto a forma di chitarra”. A partire da Napoli e Caserta, il bidet si diffuse in tutta Italia.

Questo oggetto considerato tanto strano e particolare oggi in Italia è diventato essenziale per l’igiene delle persone. Al contrario invece delle Francia che continua a non comprendere l’utilità di questo sanitario per il bagno.
Come abbiamo detto all’inizio dell’articolo, questa usanza è completamente assente in tanti paesi d’Europa, molte popolazioni lo hanno conosciuto solo durante la Seconda Guerra Mondiale: i soldati lo vedevano dentro le case chiuse e forse proprio per questo ancora oggi permane il pregiudizio e viene visto come un oggetto inadeguato e ambiguo, qualcosa di peccaminoso da evitare.
Tutt’ora questa credenza permane, anche in Francia, dove il bidet non è più obbligatorio. Così, molti francesi decidono di non inserirlo in bagno per risparmiare spazio e denaro. Ecco perché in Francia i bagni non hanno un bidet. Mentre in Italia non riusciamo a immaginarci la casa senza tutti i sanitari necessari per l’igiene completa e quotidiana, ad ognuno le sue abitudini!
Scegliere i sanitari giusti per arredare un bagno è sempre una grande impresa. Ci sono così tanti dettagli da considerare che è facile perdersi e commettere qualche piccolo errore. A differenza di altre stanze, il bagno va progettato con estrema attenzione: nessuno vorrebbe accorgersi a lavori fatti di aver posizionato un sanitario in un punto sbagliato o scomodo.
Con qualche piccolo accorgimento potrai dare forma al bagno dei tuoi sogni, progettato a regola d’arte e composto da sanitari di qualità. Come fare? Ecco i nostri consigli!
Progettare un bagno perfetto
da fare è partire dal progetto, comprendere le caratteristiche della stanza e pensare a come posizionare i vari elementi, sanitari e non. Questa fase è importante per riuscire a sfruttare tutto lo spazio e rendere il tuo bagno funzionale. Il consiglio che ti diamo è di stilare una lista di elementi che vorresti avere all’interno di questa stanza: molti scelgono di unire il bagno e la lavanderia, altri preferiscono avere due ambienti separati; alcuni vogliono inserire un armadietto in cui riporre asciugamani e prodotti vari, altri scelgono di tenere tutto in altre stanze della casa. Non esistono scelte giuste, tutto dipende dalle tue esigenze.
Fare una lista ti aiuterà a capire nello specifico quanto ti serve e se il tuo bagno è grande abbastanza da accogliere tutto ciò di cui hai bisogno.
Una volta terminata questa fase avrai scoperto anche le dimensioni che dovranno avere i sanitari e i diversi arredi. Se il bagno ha poco spazio avrai bisogno di sanitari compatti, se invece le dimensioni non sono un problema potrai scegliere anche sanitari più grandi.
Scegliere il sanitario giusto
Oggi è possibile trovare in commercio tanti brand di qualità in grado di soddisfare ogni necessità.
Hatria e il suo concept
Hatria è un’azienda storica che vanta una lunga tradizione culturale e produttiva, oggi sinonimo d’innovazione e design Made in Italy ampiamente riconosciuti a livello internazionale, specializzata nella produzione di sanitari in ceramica e arredi per l’ambiente bagno contemporaneo.

La tradizione della ceramica Made in Italy
Hatria è specializzata nella produzione di sanitari in ceramica, con design innovativi e una produzione rigorosamente Made in Italy: questi sono i vantaggi principali che caratterizzano l’offerta di Hatria. Tutto nasce da una solida tradizione ceramica, da un “saper fare” che nel tempo si è affiancato a sempre più sofisticate tecnologie produttive. La ceramica è la protagonista delle collezioni e consente infinite soluzioni per il mondo del bagno dal design esclusivo.

Ai valori di ricerca estetica, alta tecnologia, affidabilità e tradizione, Hatria ha sentito la necessità di affiancare una piattaforma concettuale più dinamica e orientata al futuro.
Una qualità progettata
La certificazione del Sistema Qualità Hatria da parte del Certiquality-Certichim, secondo la norma UNI-EN-ISO 9001:2008, è uno dei passi importanti nell’ambito della strategia di Hatria volta allo sviluppo e alla sempre maggiore e migliore soddisfazione degli utilizzatori dei prodotti Hatria.

Hatria porta avanti la sua filosofia aziendale con un grande senso di rispetto e responsabilità verso le risorse che la natura ci ha messo a disposizione. Impianti automatici senza consumo di stampi in gesso e che quindi evitano l’inquinamento da smaltimento, un attento utilizzo delle fonti energetiche in tutte le fasi del processo produttivo, l’eliminazione del consumo di energia per il riscaldamento, si uniscono alle soluzioni che permettono un risparmio del consumo d’acqua dei suoi apparecchi.
I prodotti Hatria sono perfetti se cerchi sanitari di qualità, all’avanguardia e disponibili in dimensioni diverse adatte a tutti gli spazi.
Fonte: Bagnolandia.it
vasi senza brida sono sicuramente la scelta migliore se cerchi una soluzione moderna, funzionale e igienica per progettare il tuo bagno. Oggi vogliamo spiegarti perché dovresti optare per una linea di wc senza brida rispetto a uno tradizionale.
Iniziamo!
Prima di tutto, cos’è la brida e qual è la sua funzione?
La brida non è altro che un’incavatura posta al bordo dei vasi che “guida” il flusso dell’acqua, nota anche come al zona più difficile da pulire, dove germi e batteri ne fanno da padroni. I vasi senza brida sono invece privi di questa parte e assicurano una pulizia decisamente più semplice ed efficace del sanitario.
Nella storia del wc senza brida, non possiamo non citare i vasi RimFree ex Pozzi Ginori sono appositamente sviluppati per fare in modo che i getti d’acqua fluiscano in senso circolare e soprattutto verso il basso. Il sistema, rispetto a quello tradizionale, fa in modo che l’acqua defluisca sul sanitario con una forza maggiore, eliminando lo sporco in modo rapido e veloce.

Tutto questo si traduce inevitabilmente in una semplificazione delle pulizie, necessaria per avere una corretta igiene del vaso, la mancanza di bordi infatti, impedisce allo sporco di depositarsi, il che fa risparmiare tempo e fatica, riducendo oltretutto la quantità di prodotti per la pulizia da utilizzare.
Oltre a questi fattori, va considerato il risparmio di tempo e denaro per la cura del sanitario, oltre al risparmio d’acqua. La tecnologia RimFree infatti, utilizza uno scarico da 4,5 Litri, utilizzando fino al 60% di acqua in meno rispetto ad un vaso standard, senza precludere il design, che risulta molto minimale e raffinato.
Maggiori dettagli sono disponili sul nostro store, o direttamente nelle schede tecniche dei sanitati RimFree di Pozzi Ginori e Geberit.
Gli svantaggi del wc senza brida
Oltre agli innumerevoli vantaggi, esiste qualche contro che è importante conoscere prima di scegliere il wc.
- I ristagni di carta igienica
- Gli schizzi d’acqua
Quando tiri lo sciacquone può capitare che l’acqua continui a girare mentre la carta rimane ferma nello stesso punto. La causa risiede nella modalità del flusso dell’acqua che crea una sorta di mulinello che circonda la carta e le impedisce di scendere. Si tratta di una spiacevole situazione che può essere facilmente risolta modificando l’intensità del getto d’acqua. Un getto debole o lento non è in grado di spingere con forza la carta igienica nello scarico.
Gli schizzi d’acqua sono generati dalla mancata presenza della brida che fornisce una cornice che in qualche modo frena l’uscita dell’acqua all’esterno. Grazie ai sistemi di ultima generazione questo problema viene risolto con uno studio accurato sul getto. Un getto meno violento non comporta schizzi e assicura la massima pulizia del sanitario.
Fonte:Bagnolandia.it










